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DIPLOMA SUPLEMENT LABEL

Modello di esempio del diploma supplement che ABAMC rilascia dal 2009 automaticamente e gr...

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DIDATTICA/ELENCO COMPLETO DEI CORSI/SCHEDA DEL CORSO
Disciplina:
Antropologia dell'arte
DOCENTE Antonello Tolve
CONTATTI antonello.tolve@gmail.com
  • Frequenza: Obbligatoria
  • Durata: 45 ore (6 crediti)
Obiettivi
Il corso di Antropologia dell'Arte intende attraversare, a partire dalle manovre messe in campo con il concetto di viaggio (fisico e metaforico), alcuni luoghi legati al multiculturalismo e alla conoscenza dell'altro per aprire il discorso, via via, ad una riflessione sull'artista come antropologo e sulla riappropriazione della realtà nel panorama artistico del primo ventennio del XXI secolo.
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Programma
Il corso intende analizzare i fenomeni artistici prodotti nel tempo della complessità – legata, questa, ad un presente pulsante e, in alcuni casi, martellante (un presente che devitalizza l'informazione a favore di un chiasso estetico e linguistico senza paragoni) – che mostrano delle direttive ermeneutiche e alcune tematiche di epistemologia pedagogica alla cui base è possibile scorgere il senso di un ritorno felice e necessario ai brani dell'uomo e, più in generale, dell'etico e del politico.
L'arte contemporanea, il largo lasso di tempo che la costituisce e la delimita con insufficienza di prove, pare lasciar emergere, difatti, dei bagliori di una coscienza che recupera il reale e fonda una nuova comunicazione per stabilire e suscitare delle partecipazioni differenti che – lo ha notato Jean Douvignaud – la società non può concepire. Pare, in altre parole, difendere l'atto del pensiero, orientare la riflessione (e, assieme, la creazione) artistica tra le maglie di un'avventura, quella dell'umanità, che implica un movimento, un'esperienza dinamica, una metamorfosi viva e vitale.
Recuperare il reale – ritornare al reale – non vuol dire, tuttavia, riallacciarsi alle origini mitiche e arcaiche di un modello evoluzionistico che, da Spencer a Comte, da Durkheim a Bergson, ha affermato l'idea di una continuità graduale. E nemmeno ritornare, oggi, agli ovili della figurazione, agli antichi ideali di Winckelmann o alle influenze primitive – all'enfance néolithique – che hanno contraddistinto, tra gli anni venti e trenta del Novecento, alcuni interessi di George Battaile, di Michel Leiris e di Jacqueline Delange (interessi seguiti, poi, dalla stagione della négritude disegnata da Léopold Senghor e Aimé Césaire). O, ancora, riappropriarsi dei significati creativi di un'arte fuori della storia (brani frequentati, in larga misura, e da angolazioni – fascinazioni – differenti, dai vari Picasso o Braque, Matisse o Brancusi, Modigiani, Atlan o Gris, Henry Moore, Burri, Baj, César, Tapies, Mirko e Arman). Vuol dire, piuttosto, riporre l'accento sull'esperienza – sulla conoscenza diretta, sulla formatività – e riprendere un cammino (ininterrotto) con le trame della vita sociale. Vuol dire riparare, consapevolmente o per semplice vocazione, il ponte con le varie scienze dell'uomo e assumere, così, a partire dall'arte naturalmente, l'ampio spettro del discorso antropologico. Di una disciplina la cui apertura segna, in linea generale, le «modalità peculiarmente umane dell'uomo di stare nel mondo e di fare mondo».
Da questa latitudine, la latitutine «degli esseri umani in quanto creature della società», l'arte riabilita, allora, la propria istanza sociale (l'arte è, da sempre, una «proiezione del sociale» ha evidenziato Lévi-Strauss) fino a creare – partendo, appunto, da una esperienza diretta e partecipata – un nuovo orizzonte di senso.
Testimone attento al tempo in cui vive, l'artista tratta e considera il proprio mondo, illustra volontariamente la vita quotidiana e affonda lo sguardo nelle dinamiche storico-sociali, negli stili e nei linguaggi, per diventare, lungo questa natura, ancora una volta, figura sociale (Beuys), scultura vivente (Gilbert&George) o, per dirla con Kosuth, individuo la cui licenza espressiva elabora i lineamenti dell'antropologo impegnato.
In viaggio per i diritti, la democrazia, la giustizia sociale, la curiosità e l'elaborazione di una propria linea linguistica, l'artista avverte l'urgenza di rieducare – e correggere, ad arte – la società in cui vive. Di puntare la propria parabola artistica sul pubblico (ma non sul pubblico dei soli addetti ai lavori lamentato da Kosuth), di sconfinare nei luoghi della vita e, in molti casi, di abbracciare la contestazione come formula creativa e critica, come pratica pedagogica che parte dall'immaginifico per risanare i dolori del mondo.
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Testi di Riferimento
1) Gauguin P., Noa-Noa, Passigli Editore, Firenze 2000 o altra edizione integrale.
2) A. Boatto, Pop Art, Laterza, Bari 1983 o altra edizione.

Un libro a scelta tra:
1) L. Ronchi, Mario Schifano. Una biografia, Johan&Levi, Milano 2012.
2) H. Stachelhaus, Joseph Beuys. Una vita di controimmagini, Johan&Levi, Milano 2012.

Durante il corso il docente provvederà a fornire dispense utili per ogni modulo.
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Modalità di Accertamento finale
Esame orale ed a seconde dello sviluppo del corso materiale personale,foto, video accompagnati da uno scritto sulla conoscenza personale dei vari argomenti trattati
Anni di ABAMC
46
Corsi
per l'A.A. 2016/2017
24
Docenti
Attivi nel A.A. 2017/2018
126
Honoris
Accademici
22
Premi
vinti nell'anno 2017
12
Eventi
e conferenze nel 2017
31
Collaborazioni
attive nel'A.A. 2015/'16
21