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Sede I.R.M. - Montecassiano

CENNI STORICI SUL CONVENTO DI SAN GIOVANNI BATTISTA IN MONTECASSIANO*

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Originata secondo la tradizione dalle popolazioni sfuggite alla distruzione della romana Helvia Recina, Montecassiano si è sviluppata nei secoli intorno al nucleo storico di Castrum Montis Sanctae Mariae, dove ancora oggi si trovano gli edifici più importanti, conservando pressoché intatta ed unitaria la struttura urbanistica medioevale. Distante otto chilometri da Macerata, ben servita dalle tratte di servizio pubblico che da Macerata portano a Recanati, Osimo, Ancona, in ottima posizione panoramica sul paesaggio collinare che abbraccia dai Monti Sibillini al Conero, Montecassiano è uno dei “borghi più belli d’Italia”.

il Monastero delle Clarisse fu istituito ufficialmente con Bolla del Vescovo di Osimo del 27 giugno 1577, con lo scopo di costituire in Montecassiano una comunità di suore che risolvesse stabilmente il problema dell’educazione e del controllo sociale della popolazione femminile. Il Consiglio Comunale destinò al monastero la chiesa, le case, le rendite e i benefici della soppressa parrocchia di San Giovanni Battista, nonché un sussidio pubblico annuo per il mantenimento delle suore. Nel 1579 venne iniziata la costruzione del monastero e ristrutturata la chiesa per far fronte alle nuove esigenze, furono interpellate le monache di Ancona, Osimo, Recanati, Monte Morello e Matelica finché le Clarisse di San Severino Marche non accettarono l’onere della fondazione inviando tre religiose che vi entrarono solennemente il 14 settembre 1584. 

La struttura del monastero è costituita dall’aggregazione e dal collegamento in tempi diversi di disomogenee unità edilizie inglobate nel nucleo originario senza una progettazione unitaria. Dagli atti delle Visite Pastorali è possibile desumere gli ambienti principali che ne facevano parte: la sacrestia accanto al coro inferiore, l’infermeria, il dormitorio, la scuola, l’oratorio superiore, il dormitorio delle educande, il coro superiore, il refettorio, la cucina, la dispensa, «aromataria et alias officinas», il cortile, il parlatorio provvisto di tre grate di ferro, la rota esterna.

m cassiano1Sebbene fosse stato fortemente voluto dalla comunità, il monastero ebbe non poche tensioni con il Comune, soprattutto a causa degli impegni per il sostentamento delle suore che comportavano un gravoso peso economico per un paese debole e spesso devastato da carestie ed epidemie. Nel corso del XVIII secolo, tuttavia, il monastero si trovava in uno stato di relativa stabilità economica, potendo così ampliarne anche l’edilizia. Nel 1768 vi dimoravano 16 monache, 7 educande e 5 serventi, alcune delle quali esponenti di illustri famiglie locali – Antolini, Tosi, Buratti, Ferri – altre provenienti da Recanati, Caldarola, Forlì e perfino Roma e Venezia. Nel 1805 il numero delle claustrali era arrivato a 50.

Con la soppressione napoleonica degli ordini religiosi del 1808, il monastero venne privato dei suoi beni ma i preziosi arredi, compresi i reliquari in argento di San Giuseppe e San Cassiano provenienti dalla Collegiata di Santa Maria Assunta, vennero salvati dal conte Giuseppe Antolini, sindaco delle Clarisse. Le suore vennero trasferite a Loreto e soltanto nel 1824, per volontà ed intercessione dei conti Carradori, poterono ritornare a Montecassiano dove rimasero anche dopo l’Unità d’Italia, nonostante il Decreto Valerio, a dirigere una scuola femminile con sede nell’ala nord del complesso.

Nel 1905 le ultime due suore lasciarono Montecassiano per ritornare alla casa madre in San Severino Marche. La pregevole chiesa di San Giovanni Battista, dall’austero aspetto esterno in laterizio con copertura a capanna e sorprendente interno barocco a pianta ottagonale, veniva lasciata ad un destino di abbandono fino ai restauri recenti dell’intero complesso che oggi ospita la Scuola Media di Montecassiano e l’Istituto di Restauro delle Marche dell’Accademia di Macerata.



 * Lucia Cingolani, La chiesa di San Giovanni Battista a Montecassiano, con introduzione di Stefano Papetti, Montecassiano 2008.





 


 

 

 
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