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Prigionieri
forzati della sensibilità o della televisione? E’ il
tema del Festival I-Mode Visions che si terrà a Macerata
dal 18 al 26 maggio. Promosso dall’Accademia di Belle
Arti, il Festival giunge alla 2a edizione dopo che
l’anno scorso si è occupato di Pasolini, autore
multimediale. Ne parliamo con Massimo Puliani, docente e
curatore di questa esposizione del corso di
Comunicazione visiva Multimediale.
Perchè questo
titolo?
E’ una frase di Artaud
ed il suo doppio: “sensibilità umana e sensibilità
virtuale”. I Giovani autori del concorso interno
all’Accademia (quasi 100 partecipanti) sono partiti da
Artaud, ma poi se ne sono allontanati per far spazio ad
un codice televisivo che è sicuramente portatore
dell’alterità, contrario a forme, linguaggi e
convenzioni di quei “realityshow“, ovvero dei finti
viaggi in isole sperdute, in case carcere o
multi-salotti televisivi.
Perchè Artaud, dopo
Pasolini?
Il tema di quest’anno
era la Follia. Il punto di partenza: Antonin Artaud,
uno dei più geniali artisti contemporanei, precursore
della multimedialità. Scrittore, attore e esteta del
Surrealismo, su Artaud si è misurata tutta l’avanguardia
mondiale e nazionale, dal Living Theatre ai Magazzini
Criminali, da Carmelo Bene ai Raffaello Sanzio. Di tutti
questi artisti saranno presentate in Accademia le opere
che ormai fanno parte della storia del video-teatro. Ma
siccome l’Accademia è un luogo di produzione, daremo
grande spazio ai nuovi autori, studenti, diplomati.
Il concorso I Modi
della Visione che cosa offre?
Un’ attenzione
artistica, uno spazio per i nuovi autori, una
segnalazione per altri concorsi nazionali. Delle 16
opere, la giuria presieduta quest’anno da Anna Maria
Monteverdi, autrice di riferimento dell’Arte Elettronica
(collabora con Eco e De Marinis) ne sceglierà tre che
andranno al concorso nazionale promosso dal Ministero.
Già in passato i nostri studenti hanno avuto
segnalazioni alla Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro e a
Bellaria Anteprima. Ma all’interno del Festival non ci
saranno solo video, ma anche 3 performance (una in
piazza sulla cyber-ginnastica) una all’Auditorium
Svoboba dove risuonerà un radiodramma con la voce di
Artaud (autori Bartolucci e Marzocchi) e una degli
allievi di uno dei più qualificati videoartisti
italiani, Giacomo Verde. Poi un convegno a cura di
Alessandro Forlani, una retrospettiva su Artaud attore a
cura di Pier Paolo Loffreda e Maurizio Failla. E poi
altre due novità.
Quali? E’ possibile
annunciarle?
La prima, è
l’inserimento di una giornata espositivo-virtuale in 6
case degli stessi autori. Sarà un percorso curioso, non
solito, nella privacy degli artisti, i loro studi, le
loro camere. Si inizierà alla mattina e si finirà alle
24. I sei artisti del LAR Laboratorio artistico
relazionale sono Laura Ginocchio, Matteo Antonini
Jessica Ballerini Ilaria Sebastianelli Mirco
Alessandrini Franco Nardi Andrea Scopetta.
La seconda? Devo partire
da una constatazione. Nei giorni scorsi è stata chiusa
Tele Macerata. E’ sicuramente una perdita per
l’informazione cittadina. A chiusura del Festival,
insieme alla Direttora Verducci, annuncerò un progetto
che coinvolgerà tutta la città. Abbiate pazienza però
qualche ora....... |