DOPPIA CONVERSAZIONE CON LA PITTURA: NICOLA SAMORÌ

DOPPIA CONVERSAZIONE CON LA PITTURA: NICOLA SAMORÌ

a cura di Scuola di Pittura

22 marzo Auditorium Svoboda

DOPPIA CONVERSAZIONE CON LA PITTURA: NICOLA SAMORÌ
in conversazione con Davide Ferri e Maria Letizia Paiato con la partecipazione di Federica Giulianini a cura della Scuola di Pittura dell’Accademia di Belle Arti di Macerata

Live YouTube https://www.youtube.com/live/aFDhGssBwqw?feature=shared

L’Accademia di Belle Arti di Macerata, nell’ambito del programma “Doppia conversazione con la pittura”, promosso e curato dalla Scuola di Pittura coordinata dalla prof. Federica Giulianini, venerdì 22 marzo 2024 alle ore 10.30 all’Auditorium Josef Svoboda (Via Berardi 6, MC) incontra l’artista internazionale Nicola Samorì, per un dialogo aperto a tutta la comunità accademica e la città.

La conversazione intende sondare il significato odierno del dipingere, il valore della pittura in epoca contemporanea, il senso del suo carattere intellettualistico e insieme pratico, attraverso lo sguardo dell’artista Nicola Samorì, fra i più apprezzati in Italia e nel mondo. 

La sua pittura, unica e riconoscibile, non matura su un facile terreno, non in quello dell’espressione o della spontaneità, ma piuttosto in un intimo, tormentato, profondo e spirituale rapporto con la Storia dell’Arte che, legato a essa da una fortissima emotività, lo conduce a rielaborare visioni uniche e originali che narrano l’oggi. Sono immagini dirompenti le sue, che trascendono il passato e parlano di una pittura viva più che mai che, nei costanti sfregi, ferite e lacerazioni che apporta alle proprie figure attraverso la pittura stessa, dichiara il suo contrasto alla morte e al disfacimento dell’umano. In ciò che d’ispirato, non semplice citazione, si legge nell’opera di Samorì, si coglie quel dato di ricezione che fa della sua arte un sinonimo di attività e creazione, capace di osservare il mondo già esistente offrendone una sintesi inconfondibile di sconfinata bellezza.  

Sono questi gli argomenti intorno ai quali si discuterà con Nicola Samorì e gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Macerata, compresi quelli inerenti la sua particolare tecnica pittorica, in questa conversazione che sarà stimolata dagli interventi degli storici e critici dell’arte Davide Ferri e Maria Letizia Paiato, e dell’artista Federica Giulianini, anche docenti dell’Accademia.


BIOGRAFIA 

Nicola Samorì è nato nel 1977 a Forlì e si è diplomato nel 2004 all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Pittore e scultore, nel suo percorso si evidenzia il tentativo di mettere in pericolo forme derivate dalla storia della cultura occidentale: in esse l’apertura del corpo rappresentato e della superficie pittorica si mostrano senza soluzione di continuità e si ha l’impressione che la nascita di una nuova opera comporti sempre il sacrificio di una antica. A partire dal 2010 si affacciano nei suoi lavori le prime scorticature del pigmento, processo evidente in tre mostre del 2011: Baroque, LARMgalleri, Copenaghen; Scoriada, Studio Raffaelli, Trento; Imaginifragus, Christian Ehrentraut Gallery, Berlino. L’anno successivo si tiene la sua prima personale in una sede museale: Fegefeuer, Kunsthalle, Tubinga. Con la mostra Die Verwindung, allestita presso Galleria Emilio Mazzoli di Modena nel gennaio 2013, “l’artista ha finito per castigare ciò che aveva composto, giungendo così all’inevitabile e irrinunciabile assassinio della pittura” (Alberto Zanchetta). Nel 2014 si sono succedute mostre personali e collettive allo Schauwerk di Sindelfingen, al MAC di Lissone, alla Kunsthalle di Kiel e negli interrati palladiani di Palazzo Chiericati a Vicenza. L’anno successivo è selezionato per partecipare alla 56ma Biennale di Venezia, e inserito nel progetto espositivo Codice Italia curato da Vincenzo Trione. Sempre nel 2015 il TRAFO Centre for Contemporary Art di Stettino gli dedica una vasta monografica dal titolo Religo. Sono del 2016 i progetti personali alla Galleria Monitor di Roma e il primo solo show presso la sede di Lipsia della Galerie EIGEN + ART, a cui segue la partecipazione alla 16° Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma e la mostra Gare de l’Est al Teatro Anatomico di Padova. Nel 2017 partecipa alla collettiva Art in Art presso il MOCAK di Cracovia e hanno luogo due monografiche al Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro e alla Neue Galerie di Gladbeck. Fra il 2017 e il 2018 prende parte alla mostra The New Frontiers of Painting presso la Fondazione Stelline di Milano, dove ritorna nella primavera del 2019 in occasione della mostra The Last Supper after Leonardo. Nel 2018 gli esperimenti con la tecnica dell’affresco condotti nei due anni precedenti confluiscono nella mostra Malafonte alla Galerie EIGEN + ART di Berlino. A fine 2019 tiene la personale Cannibal Trail, presso il Yu-Hsiu Museum of Art, Caotun (Nantou, Taiwan), la prima in Asia; a inizio 2020 allestisce a Napoli, presso la Fondazione Made in Cloister e il Museo Archeologico, il progetto Black Square e in settembre con la mostra personale In abisso torna nella sede berlinese della Galerie EIGEN + ART. In novembre apre una personale al Museo Mart di Rovereto dedicata alla figura di Santa Lucia, una delle immagini-guida degli ultimi anni del suo lavoro. Nel 2021 viene presentata a Palazzo Fava di Bologna l’antologica dal titolo Sfregi, un percorso di diciassette anni di lavoro in oltre ottanta opere.