Il corso si propone di fornire una solida base teorica e critica sulla fotografia come strumento di documentazione visiva, mettendo in discussione l’idea della sua presunta oggettività. A partire dalla definizione di “documento” e attraverso l’analisi del medium fotografico come immagine, si indagano le implicazioni storiche, tecnologiche e percettive che ne influenzano il valore testimoniale. L’obiettivo è sviluppare una consapevolezza critica della fotografia come atto di scelta, costruzione e interpretazione, più che semplice registrazione del reale. Gli studenti e le studentesse saranno guidati nella lettura e produzione di immagini capaci di interrogare il contesto, l’intento e il significato dei soggetti rappresentati. Particolare attenzione sarà rivolta anche alla fotografia vernacolare, all’archivio e alle pratiche non intenzionalmente documentarie, per evidenziare come ogni immagine possa assumere un valore testimoniale. Il corso incoraggia la realizzazione di un portfolio progettuale consapevole, favorendo la discussione e il confronto collettivo.
Il corso si sviluppa in moduli teorico-pratici che indagano la fotografia come dispositivo critico di documentazione. Si parte da una riflessione sull’affidabilità dell’immagine fotografica come documento, per analizzare il suo legame con la politica e i meccanismi di potere. Centrale sarà l’esplorazione del racconto dell’invisibile e del silenzio, in particolare nella rappresentazione del trauma – individuale, collettivo e generazionale.
Un focus specifico sarà dedicato alla fotografia come forma di storytelling, capace di attivare narrazioni complesse all’interno di contesti multimediali e transmediali, in dialogo con testi, suoni, video e archivi. Partendo dal concetto di cittadinanza visiva di Ariella Azoulay, sarà oggetto di studio il lavoro di artiste visive e fotografi come Carla Cerati, Bertold Brecht, Harun Farocki, Susan Meiselas e Daniela Ortiz così come le pratiche investigative di Forensic Architecture. Il programma si conclude con un’indagine sulle dinamiche di controllo e censura nel sistema dell’arte e sulla nascita di politiche visive alternative, con l’obiettivo di fornire strumenti per una fotografia consapevole, autonoma e critica
Una dispensa del corso.
TESTO DI RIFERIMENTO OBBLIGATORIO
- Azoulay, A. (2018) Civil Imagination Ontologia politica della fotografia, postmedia books
UN TESTO A SCELTA TRA
- Berger, J (2003) Sul guardare. Milano: Bruno Mondadori
- Sontag, S. (2020) Sulla fotografia: realtà e immagine nella nostra società. Torino: G. Einaudi.
ULTERIORE BIBLIOGRAFIA CONSIGLIATA
Azoulay, A. (2018) Civil Imagination, Ontologia politica della fotografia. Milano: postmedia books
Azoulay, A. (2008) The Civil Contract of Photography. New York: Zone Books
Barthes, R. (2003) La camera chiara: nota sulla fotografia. 17. rist. Torino: Einaudi.
Benjamin, W. et al. (2001) L’ opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica. Ristampa. Torino: Einaudi
(Piccola - Biblioteca Einaudi : Nuova serie, 34 : Arte, teatro, cinema, musica).
Benjamin, W. (2012) Aura e choc: saggi sulla teoria dei media. Edited by A. Pinotti and A. Somaini. Torino: Einaudi
(Piccola biblioteca Einaudi. Arte, Architettura, Teatro, Cinema, Musica, Nuova serie, 567). Available at: https://www.philosophie.ch/2019-09-29-mastrogiacomo.
Brecht, B. (1972) L’Abicì della guerra. Einaudi (Einaudi Letteratura).
Fragapane, G.D. (2012) Realtà della fotografia: il visibile fotografico e i suoi processi storici. Milano: Angeli (Imagines, 10).
Lyotard, J.-F. (2014) La condizione postmoderna: rapporto sul sapere. Milano: Feltrinelli.
Sontag, S. (2020) Sulla fotografia: realtà e immagine nella nostra società. Torino: G. Einaudi.
Manovich, L. (2001) The Language of New Media. Cambridge, MA: MIT Press
Batchen, G. (2002) Each Wild Idea: Writing, Photography, History. Cambridge, MA: MIT Press
Orale:
Discussione del progetto di ricerca e due testi.
Non verranno accettati progetti non discussi e approvati precedentemente dalla docente.